Traduttrice editoriale SV>IT, DA>IT, EN>IT specializzata in letteratura infantile, YA e thriller

Autore: wp_10673977 (Pagina 2 di 4)

Il regalo

Il regalo di Emma AdBåge, Beisler Editore, 2020.

Io e la mamma stiamo per andare alla festa di compleanno di Frej. Abbiamo comprato il regalo: un piccolo castello rosso, proprio come quello che ho io. Il mio però è verde. Verde, brutto, stupido e non mi piace più! Ma perché non gli abbiamo comprato il temperamatite sbrilluccicante? O il puzzle del gatto?

Il pensiero del castello rosso si fa assillante e rischia di rovinare la festa. Quando giunge il momento di aprire i regali, Frej scarta il castello rosso e la sua reazione, di colpo, cambia totalmente la prospettiva e l’esito della giornata.

Emma AdBåge​, illustratrice svedese tra le più brillanti e acute degli ultimi anni, si dimostra un’attenta esploratrice del mondo interiore dei bambini. ​Il regalo è un calibrato e divertente ritratto psicologico dell’infanzia, che viene raccontata in maniera credibile e spontanea, lontana da idealizzazioni e immagini stereotipate.

«Ho un’idea!» dico.
«Regaliamo il castello verde a Frej. E io mi tengo quello rosso!»

Ma la mamma non è d’accordo. «Non si può, hai scelto tu il castello rosso per Frej.» «Sì, ma quello era prima, quando il castello verde mi piaceva ancora!»

Un libro dallo sguardo lucido e spigliato, che prende sul serio le emozioni dei bambini e sottolinea ironicamente il lato più istintivo e irrazionale che governa i rapporti umani, compresi quelli di amicizia.

Età di lettura: dai 3 anni.

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Emma AdBåge

La mia vita felice

La mia vita felice di Rose Lagercrantz ed Eva Eriksson, Il Castoro, 2020.

Quando non riesce a dormire, Dani ha un trucco: conta tutte le volte in cui è stata felice. Per esempio quando è iniziata la scuola e ha conosciuto Frida, la sua migliore amica. Molti dei suoi momenti felici li ha passati con lei! Quando Frida va via, però, diventa tutto più difficile. Ma il papà c’è sempre, e anche gli altri compagni. E Dani lo sa: ci sono alti e bassi, ma la sua vita felice è piena di sorprese.

Età di lettura: dai 7 anni.

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Trovi un’intervista alla scrittrice Rose Lagercrantz qui

Rose Lagercrantz

La Buca

La Buca di Emma AdBåge, Camelozampa, 2020.

Nel cortile della nostra scuola c’è una buca.
Noi la chiamiamo la Buca.
Nella Buca si può giocare a qualsiasi cosa: a mamma orsa, a capanna, a nascondersi, al negozio… a tutto!
Tutti amano la Buca, tranne i grandi.
I grandi odiano la Buca.

“Un vitale inno al gioco libero, che trascende le preoccupazioni sulla sicurezza e le sabbiere omologate. Con umorismo comico e un incredibile uso delle immagini, la AdBåge dimostra che la fantasia germoglia nel non sorvegliato, nel selvaggio. Nessun libro sulla grigia vita scolastica è mai stato così colorato!”
(Giuria del Premio August)

Vincitore del Premio August “Miglior libro per bambini e ragazzi” 2018

Vincitore del Premio dell’Associazione svedese dei commessi librai “Il tuo libro – La nostra scelta” 2018

Vincitore del Premio culturale “Piuma D’oro” – Barometern Oskarshamns-Tidningen 2019

Premio Andersen 2020 come Miglior libro 6/9 anni

Secondo posto al Super Premio Andersen 2020

Età di lettura: dai 3 anni.

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Emma AdBåge

La Buca Premio Andersen 2020

Booktrailer della BUCA!

La buca (Camelozampa) di Emma Adbåge – trad. di Samanta K. Milton Knowles

Per una rappresentazione vivacissima e vera dell’infanzia, dei suoi bisogni e dei suoi desideri. Per raccontarci in modo piano e garbato come spesso gli adulti siano incapaci di comprendere il mondo dei bambini. Per la bellezza di illustrazioni di grande efficacia e freschezza narrativa.

Emma AdBåge racconta La Buca, Premio Andersen 2020 come miglior libro 6/9 anni

Mara Pace mi ha intervistato sulla Buca, su Radio Onda d’Urto, trovate le info QUI

Intervista su LuciaLibri – I’m Every Woman di Liv Strömquist

LuciaLibri mi ha intervistato dopo l’uscita di I’m every woman di Liv Strömquist, Fandango 2019.

Secondo lei il corpo delle donne è ancora un tabù, in Italia? È un tabù in generale, o siamo più avanti di quello che pensiamo?

«È un tabù ogni volta che una donna crede di non poter dire “no”. È un tabù quando le cariche importanti sono ricoperte solo da uomini. È un tabù quando si ha paura di usare i femminili, grammaticalmente più che corretti, delle professioni. È un tabù quando il presentatore TV è uomo e la donna è sempre e solo la valletta. È un tabù quando in una recita di prima elementare ai maschi vengono proposti ruoli come orsetti, soldatini e clown, mentre alle bambine solo ballerine e bamboline. Quindi sì, è tabù. La donna stessa è ancora tabù per molti, troppi. L’Italia ha fatto passi avanti, ma la strada è ancora lunghissima!»

L’intervista completa a cura di Margherita Ingoglia la trovate QUI

Katitzi – premio Scelte di classe 2019

Si è tenuta all’Auditorium Parco della Musica di Roma alle 11.00 di ieri giovedì 23 maggio, alla presenza di più di mille alunni delle scuole romane, la premiazione della seconda edizione di Scelte di classe. Leggere in Circolo, un progetto di educazione alla lettura promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita Culturale e organizzato da Biblioteche di Roma, MIBAC Centro per il Libro e la Lettura e dalla Associazione PlayTown Roma.

2.400 alunni dai 3 ai 16 anniprovenienti da 120 classi delle scuole di Romahanno sancito i vincitori e le vincitrici della seconda edizione del PremioScelte di Classe: Un po’ più lontano di Anaïs Vaugelade (Babalibri), Amos e Boris di William Steig (Rizzoli), Katitzi di Katarina Taikon (Iperborea), L’anno in cui imparai a raccontare storie di Lauren Wolk (Salani) e Un viaggio chiamato casadi Allan Stratton (Mondadori)

La notizia sul sito del Cepell la trovate qui

Miniborei – premio Andersen 2019

La collana “I miniborei” di Iperborea, a cui ho collaborato e collaboro molto, ha vinto il premio Andersen 2019 come miglior collana di narrativa per bambini.

Tra le motivazioni:

Lo dicevamo fin dall’inizio, componente fondamentale della collana, ma altresì tratto distintivo della produzione della casa editrice, è l’alta qualità delle traduzioni, capaci di restituire sulla pagina la voce autentica degli autori, affidate in primis a Laura Cangemi, efficacissima traduttrice dallo svedese di tutti i libri di Ulf Stark, de I figli del mastro vetraio, Il meraviglioso viaggio di Nils Holgersson,Greta Grintosa,Peter e Petra – in questo caso insieme a Alessandra Albertari, Alessandro Borini e Samanta K. Milton Knowles – e Katitzi – insieme a Samanta K. Milton Knowles. È invece di Maria Valeria D’Avino la traduzione dal danese de Il piccolo Virgil.

La motivazione completa e gli altri vincitori li trovate qui

Katitzi – premio Orbil 2019

NARRATIVA 6/10 ANNI
KATITZI
Katarina Taikon, trad. Laura Cangemi e Samanta K. Milton Knowles, ill. Joanna Hellgren, Iperborea.

Scritto nel 1969, ed ispirato alla vita dell’autrice, Katitzi racconta con lucida semplicità ed attualità la storia di una bambina rom, che si ritrova all’improvviso a dovere cambiare vita e a scoprire il significato di parole quali diffidenza, accoglienza, diversità, negazione, diritti. Vivere in un carrozzone, essere la figlia del proprietario di un luna park, scoprire all’improvviso di essere parte di una grande famiglia e dovere affrontare tutto questo e la diffidenza con la quale ci si scontra ogni giorno non è semplice, ma la gioia di vivere di Katitzi, la volontà di non volersi arrendere davanti ai pregiudizi della gente, la porterà a seguire i suoi sogni.

La motivazione e i vincitori delle altre categorie li trovate qui

Intervista dello Swedish Arts Council

In what way do you think that Swedish literature for children is needed in Italy?

It is really needed since Swedish literature for children often bring up difficult issues in a good way. In my opinion, in Italian books for children it is either taboo to portray difficult things, for example suicide, or it is carried out in a moralising and redundant manner. Storytelling is always from the adult’s perspective and I believe this is wrong! If the adult always is the strong one, teaching and comforting the child, children will find the story boring. In Swedish literature for children you can talk about anything, even that which is difficult, without it becoming a big deal. It can be a beautiful book, but in the background, there might be a parent who died or committed suicide. The point is that it is a good story, focusing on the main characters and the rest just follows.

L’intervista completa in inglese a cura di Ingrid Heller la trovate QUI

Intervista su ThrillerNord

Traduci molta narrativa per ragazzi e bambini: tra gli Young Adult, mi sembra molto interessante ‘Girls’ di Jessica Schiefauer, uscito nel 2016 per Feltrinelli. Vuoi parlarcene? (Interessante, tra l’altro, il fatto che il titolo originale sia ‘Ragazzi’… e non ‘ragazze’…)

Girls (in svedese Pojkarna, i ragazzi) è un libro davvero forte, che affronta molti temi secondo me importanti. Quando Jessica ne parla racconta che le è venuta l’idea passeggiando da sola di sera su un sentiero intorno a un lago. Mentre camminava si è resa conto che a ogni minimo rumore si irrigidiva, cercando di capire da dove provenisse il suono, chi fosse, se potesse costituire un pericolo. E ha consapevolizzato che noi donne lo facciamo in continuazione: siamo sempre sull’attenti, sentiamo ogni sguardo che ci viene rivolto. Ha dunque cercato di capire quanto fossero diversi gli sguardi rivolti a un uomo rispetto a quelli rivolti a una donna. Quello che a Kim (la protagonista) è concesso di fare nel libro è proprio questo: sentire cosa si prova a essere guardati nei panni di un ragazzo. E il titolo è emblematico. Tutto ruota intorno ai rapporti tra maschi, e a come si comportano i maschi con le femmine. Di fatto però anche il titolo “italiano” (che la casa editrice ha ritenuto più accattivante) ha un suo perché, anche se all’inizio non mi piaceva: dopotutto si tratta in primo luogo di far capire a tutti, ragazzi e ragazze, come sono costrette a vivere le donne in questa società. Mai rilassate al cento per cento, sempre vigili. Questa forza, insita nella natura femminile, traspare in tutto e per tutto anche nel linguaggio e nella scrittura di Jessica Schiefauer, rendendo tutto ciò che scrive una montagna russa emotiva.

L’intervista completa a cura di Maria Sole Bramanti la trovate QUI

I’m every woman

I’m every woman di Liv Strömquist, Fandango Libri, 2019.

La signora Munch, la signora Pollock, la moglie di Stalin e la signora Presley… tutte donne riunite da un unico destino: essere vittime di uomini incapaci di comportarsi in modo normale e ragionevole con la propria partner. Chi erano davvero queste donne e come l’aver scelto un amore romantico ha rovinato la loro intera esistenza? In «I’m every woman» (che richiama la canzone di Whitney Houston e la sua sfortunata relazione con Bobby Brown), Liv Strömquist lancia le sue frecce avvelenate contro l’ordine patriarcale, senza dimenticare di dare, di passaggio, sempre con l’umorismo graffiante e la leggerezza che la contraddistinguono, risposte a domande del tipo: Chi erano i peggiori fidanzati della storia? Perché l’Arcangelo Gabriele definiva troie tutte le donne? E perché gli uomini che difendono i valori della famiglia nucleare (come un certo Papa) non vivono mai in famiglie nucleari? Liv Strömquist prosegue con intelligenza e raffinatezza la sua critica intransigente ai valori maschili che dominano la società contemporanea.

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