Traduttrice editoriale SV>IT, DA>IT, EN>IT specializzata in letteratura infantile, YA e thriller

Categoria: Interviste

Intervista dello Swedish Arts Council

In what way do you think that Swedish literature for children is needed in Italy?

It is really needed since Swedish literature for children often bring up difficult issues in a good way. In my opinion, in Italian books for children it is either taboo to portray difficult things, for example suicide, or it is carried out in a moralising and redundant manner. Storytelling is always from the adult’s perspective and I believe this is wrong! If the adult always is the strong one, teaching and comforting the child, children will find the story boring. In Swedish literature for children you can talk about anything, even that which is difficult, without it becoming a big deal. It can be a beautiful book, but in the background, there might be a parent who died or committed suicide. The point is that it is a good story, focusing on the main characters and the rest just follows.

L’intervista completa in inglese a cura di Ingrid Heller la trovate QUI

Intervista su ThrillerNord

Traduci molta narrativa per ragazzi e bambini: tra gli Young Adult, mi sembra molto interessante ‘Girls’ di Jessica Schiefauer, uscito nel 2016 per Feltrinelli. Vuoi parlarcene? (Interessante, tra l’altro, il fatto che il titolo originale sia ‘Ragazzi’… e non ‘ragazze’…)

Girls (in svedese Pojkarna, i ragazzi) è un libro davvero forte, che affronta molti temi secondo me importanti. Quando Jessica ne parla racconta che le è venuta l’idea passeggiando da sola di sera su un sentiero intorno a un lago. Mentre camminava si è resa conto che a ogni minimo rumore si irrigidiva, cercando di capire da dove provenisse il suono, chi fosse, se potesse costituire un pericolo. E ha consapevolizzato che noi donne lo facciamo in continuazione: siamo sempre sull’attenti, sentiamo ogni sguardo che ci viene rivolto. Ha dunque cercato di capire quanto fossero diversi gli sguardi rivolti a un uomo rispetto a quelli rivolti a una donna. Quello che a Kim (la protagonista) è concesso di fare nel libro è proprio questo: sentire cosa si prova a essere guardati nei panni di un ragazzo. E il titolo è emblematico. Tutto ruota intorno ai rapporti tra maschi, e a come si comportano i maschi con le femmine. Di fatto però anche il titolo “italiano” (che la casa editrice ha ritenuto più accattivante) ha un suo perché, anche se all’inizio non mi piaceva: dopotutto si tratta in primo luogo di far capire a tutti, ragazzi e ragazze, come sono costrette a vivere le donne in questa società. Mai rilassate al cento per cento, sempre vigili. Questa forza, insita nella natura femminile, traspare in tutto e per tutto anche nel linguaggio e nella scrittura di Jessica Schiefauer, rendendo tutto ciò che scrive una montagna russa emotiva.

L’intervista completa a cura di Maria Sole Bramanti la trovate QUI