Traduttrice editoriale SV>IT, DA>IT, EN>IT specializzata in letteratura infantile, YA e thriller

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La Buca

La Buca di Emma AdBåge, Camelozampa, 2020.

Nel cortile della nostra scuola c’è una buca.
Noi la chiamiamo la Buca.
Nella Buca si può giocare a qualsiasi cosa: a mamma orsa, a capanna, a nascondersi, al negozio… a tutto!
Tutti amano la Buca, tranne i grandi.
I grandi odiano la Buca.

“Un vitale inno al gioco libero, che trascende le preoccupazioni sulla sicurezza e le sabbiere omologate. Con umorismo comico e un incredibile uso delle immagini, la AdBåge dimostra che la fantasia germoglia nel non sorvegliato, nel selvaggio. Nessun libro sulla grigia vita scolastica è mai stato così colorato!”
(Giuria del Premio August)

Vincitore del Premio August “Miglior libro per bambini e ragazzi” 2018

Vincitore del Premio dell’Associazione svedese dei commessi librai “Il tuo libro – La nostra scelta” 2018

Vincitore del Premio culturale “Piuma D’oro” – Barometern Oskarshamns-Tidningen 2019

Premio Andersen 2020 come Miglior libro 6/9 anni

Secondo posto al Super Premio Andersen 2020

Età di lettura: dai 3 anni.

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Emma AdBåge

La Buca Premio Andersen 2020

Booktrailer della BUCA!

La buca (Camelozampa) di Emma Adbåge – trad. di Samanta K. Milton Knowles

Per una rappresentazione vivacissima e vera dell’infanzia, dei suoi bisogni e dei suoi desideri. Per raccontarci in modo piano e garbato come spesso gli adulti siano incapaci di comprendere il mondo dei bambini. Per la bellezza di illustrazioni di grande efficacia e freschezza narrativa.

Mara Pace mi ha intervistato sulla Buca, su Radio Onda d’Urto, trovate le info QUI

Katitzi – premio Scelte di classe 2019

Si è tenuta all’Auditorium Parco della Musica di Roma alle 11.00 di ieri giovedì 23 maggio, alla presenza di più di mille alunni delle scuole romane, la premiazione della seconda edizione di Scelte di classe. Leggere in Circolo, un progetto di educazione alla lettura promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita Culturale e organizzato da Biblioteche di Roma, MIBAC Centro per il Libro e la Lettura e dalla Associazione PlayTown Roma.

2.400 alunni dai 3 ai 16 anniprovenienti da 120 classi delle scuole di Romahanno sancito i vincitori e le vincitrici della seconda edizione del PremioScelte di Classe: Un po’ più lontano di Anaïs Vaugelade (Babalibri), Amos e Boris di William Steig (Rizzoli), Katitzi di Katarina Taikon (Iperborea), L’anno in cui imparai a raccontare storie di Lauren Wolk (Salani) e Un viaggio chiamato casadi Allan Stratton (Mondadori)

La notizia sul sito del Cepell la trovate qui

Miniborei – premio Andersen 2019

La collana “I miniborei” di Iperborea, a cui ho collaborato e collaboro molto, ha vinto il premio Andersen 2019 come miglior collana di narrativa per bambini.

Tra le motivazioni:

Lo dicevamo fin dall’inizio, componente fondamentale della collana, ma altresì tratto distintivo della produzione della casa editrice, è l’alta qualità delle traduzioni, capaci di restituire sulla pagina la voce autentica degli autori, affidate in primis a Laura Cangemi, efficacissima traduttrice dallo svedese di tutti i libri di Ulf Stark, de I figli del mastro vetraio, Il meraviglioso viaggio di Nils Holgersson,Greta Grintosa,Peter e Petra – in questo caso insieme a Alessandra Albertari, Alessandro Borini e Samanta K. Milton Knowles – e Katitzi – insieme a Samanta K. Milton Knowles. È invece di Maria Valeria D’Avino la traduzione dal danese de Il piccolo Virgil.

La motivazione completa e gli altri vincitori li trovate qui

Katitzi – premio Orbil 2019

NARRATIVA 6/10 ANNI
KATITZI
Katarina Taikon, trad. Laura Cangemi e Samanta K. Milton Knowles, ill. Joanna Hellgren, Iperborea.

Scritto nel 1969, ed ispirato alla vita dell’autrice, Katitzi racconta con lucida semplicità ed attualità la storia di una bambina rom, che si ritrova all’improvviso a dovere cambiare vita e a scoprire il significato di parole quali diffidenza, accoglienza, diversità, negazione, diritti. Vivere in un carrozzone, essere la figlia del proprietario di un luna park, scoprire all’improvviso di essere parte di una grande famiglia e dovere affrontare tutto questo e la diffidenza con la quale ci si scontra ogni giorno non è semplice, ma la gioia di vivere di Katitzi, la volontà di non volersi arrendere davanti ai pregiudizi della gente, la porterà a seguire i suoi sogni.

La motivazione e i vincitori delle altre categorie li trovate qui

Intervista dello Swedish Arts Council

In what way do you think that Swedish literature for children is needed in Italy?

It is really needed since Swedish literature for children often bring up difficult issues in a good way. In my opinion, in Italian books for children it is either taboo to portray difficult things, for example suicide, or it is carried out in a moralising and redundant manner. Storytelling is always from the adult’s perspective and I believe this is wrong! If the adult always is the strong one, teaching and comforting the child, children will find the story boring. In Swedish literature for children you can talk about anything, even that which is difficult, without it becoming a big deal. It can be a beautiful book, but in the background, there might be a parent who died or committed suicide. The point is that it is a good story, focusing on the main characters and the rest just follows.

L’intervista completa in inglese a cura di Ingrid Heller la trovate QUI

Intervista su ThrillerNord

Traduci molta narrativa per ragazzi e bambini: tra gli Young Adult, mi sembra molto interessante ‘Girls’ di Jessica Schiefauer, uscito nel 2016 per Feltrinelli. Vuoi parlarcene? (Interessante, tra l’altro, il fatto che il titolo originale sia ‘Ragazzi’… e non ‘ragazze’…)

Girls (in svedese Pojkarna, i ragazzi) è un libro davvero forte, che affronta molti temi secondo me importanti. Quando Jessica ne parla racconta che le è venuta l’idea passeggiando da sola di sera su un sentiero intorno a un lago. Mentre camminava si è resa conto che a ogni minimo rumore si irrigidiva, cercando di capire da dove provenisse il suono, chi fosse, se potesse costituire un pericolo. E ha consapevolizzato che noi donne lo facciamo in continuazione: siamo sempre sull’attenti, sentiamo ogni sguardo che ci viene rivolto. Ha dunque cercato di capire quanto fossero diversi gli sguardi rivolti a un uomo rispetto a quelli rivolti a una donna. Quello che a Kim (la protagonista) è concesso di fare nel libro è proprio questo: sentire cosa si prova a essere guardati nei panni di un ragazzo. E il titolo è emblematico. Tutto ruota intorno ai rapporti tra maschi, e a come si comportano i maschi con le femmine. Di fatto però anche il titolo “italiano” (che la casa editrice ha ritenuto più accattivante) ha un suo perché, anche se all’inizio non mi piaceva: dopotutto si tratta in primo luogo di far capire a tutti, ragazzi e ragazze, come sono costrette a vivere le donne in questa società. Mai rilassate al cento per cento, sempre vigili. Questa forza, insita nella natura femminile, traspare in tutto e per tutto anche nel linguaggio e nella scrittura di Jessica Schiefauer, rendendo tutto ciò che scrive una montagna russa emotiva.

L’intervista completa a cura di Maria Sole Bramanti la trovate QUI

Apnea

Apnea di Arne Dahl, trad. Alessandro Borini e Samanta K. Milton Knowles, Marsilio, 2019.

Sam Berger, ex sovrintendente della polizia criminale di Stoccolma, è di nuovo in fuga dalla giustizia, accusato di un omicidio che non ha commesso. Il fatto che Molly Blom, sua partner fortuita ed ex elemento di punta dei servizi segreti, sia in coma in un letto d’ospedale non aiuta: in quella storia marcia, tutti mentono e fanno il doppio gioco. Per quale motivo il capo del dipartimento informazioni dei servizi segreti sta aiutando Berger a nascondersi su un isolotto sperduto dell’arcipelago di Stoccolma? Qual è il misterioso incarico che vuole affidargli? Chi è realmente la talpa, il quisling passato dalla parte del nemico che cerca di incastrarlo? E dove può essere Aisha Pachachi, l’unica delle sette ragazze del caso Savinger che Sam e Molly non sono riusciti a liberare? Sembra che qualcosa di veramente orribile stia per accadere in Svezia, e Sam Berger ha l’impressione di trovarsi a mezz’acqua, in balia delle gelide correnti del Baltico. Lì dove mancano completamente i punti di riferimento, basta un istante per sbagliare direzione e, mentre si crede di portare a galla la verità, precipitare invece verso il fondo dell’abisso.

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Arne Dahl

Bugie sepolte

Bugie sepolte di Kristina Ohlsson, Salani editore, 2019.

A Martin Benner non manca nulla. È un avvocato in carriera, le donne fanno la fila per lui, la sua vita è una scalata verso il successo. Ma più in cima si sale, più vertiginosa è la caduta e Benner fa il primo passo nel precipizio quando Bobby T varca la soglia del suo ufficio. Quell’uomo dall’aspetto inquietante vuole ingaggiare Martin per scagionare sua sorella Sara: un’assassina che ha confessato cinque efferati omicidi. Ma come si fa a riabilitare un serial killer? Soprattutto quando l’assassina in questione, Sara, si è uccisa buttandosi da un ponte? Benner ha un debole per le sfide e accetta di lavorare sul caso, che da Stoccolma lo porta fino all’arido Texas. L’indagine condurrà Martin in un gioco malvagio dove nessuno sembra volere – o potere – dire la verità, un gioco da cui non può più ritirarsi perché la posta è la sua stessa vita.

Kristina Ohlsson scava nel mondo patinato e venefico dei soldi e del potere con un protagonista insolito, cinico e irriverente. Bugie sepolte è il primo volume di un dittico thriller che ha conquistato il Nord Europa.

«Kristina Ohlsson è l’astro nascente del crime scandinavo»Sunay Times

«Un thriller che arriva nei più oscuri meandri della società»The Telegraph

«Kristina Ohlsson affiancherà Jo Nesbø nella lista degli autori imperdibili»Booklist

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Kristina Ohlsson

Una famiglia quasi normale

Una famiglia quasi normale di Mattias Edvardsson, Rizzoli, 2019.

Ho pensato ad Amina, la mia più cara amica. Durante tutti gli anni della nostra amicizia non ci era mai capitato di essere interessate allo stesso ragazzo. Però avevamo previsto che potesse succedere e ci eravamo promesse che nessuno ci avrebbe mai diviso. Ma stavolta era diverso, inaspettatamente strano. Era stata lei a vederlo per prima. Forse avrei dovuto farmi da parte, ma non ne ero capace. Non sapevo che le nostre vite sarebbero cambiate per sempre.Eccola Stella Sandell, diciannove anni, disamorata di Lund e della Svezia, impegnata a progettare un lungo viaggio in Asia, abituata per noia a sedurre, capace di sarcasmo immediato verso un modello di carriera e di vita borghese che suo padre, pastore della Chiesa di Svezia, e sua madre, esperto avvocato, sognerebbero per lei. Poi una sera nel solito locale, con davanti la solita pinta di birra, un uomo entra dalla porta d’ingresso. La prima a vederlo è Amina. Ma non si pensi a una storia di gelosia e manipolazione; a un thriller, piuttosto, che incide la nostra sensibilità. Un thriller senza effetti speciali, forte di un’assonanza – per la situazione che descrive – a Pastorale americana di Philip Roth, anche questo con una famiglia al suo centro: un padre, una madre, la loro figlia Stella, avvinghiati in una storia gialla imprevedibile e conturbante. Strato dopo strato i personaggi del libro vengono impregnati di un’inquietudine aliena: un padre la cui vocazione religiosa manca di un mattone, una madre che orienta la realtà con geniale disinvoltura, un uomo d’affari imperscrutabile, la sua ex amante bruciata da un’ossessione, e poi Stella e Amina, inseparabili, rivelazioni di questo romanzo e di quello che la vita ci può riservare, a volte, nella sua brutalità.

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Mattias Edvardsson

Sabbie mobili

Sabbie Mobili. Tre settimane per capire un giorno di Malin Persson Giolito, Adriano Salani Editore, 2018.

Maja Norberg, diciotto anni, è sotto processo per la strage avvenuta in un liceo del quartiere più ricco di Stoccolma. Nella sparatoria sono state massacrate molte persone, tra cui il fidanzato e la migliore amica di Maja.
Lei ha trascorso nove mesi strazianti in prigione in attesa del processo e ora è arrivato il momento di entrare in aula. Ma com’è possibile che Maja, la ragazza della porta accanto, brava studentessa e popolare tra i compagni di scuola, sia diventata la teenager più odiata del Paese? Che cosa ha fatto? O, forse, è quello che non ha fatto ad averla condotta a questo punto?
Mentre il processo va avanti, torniamo indietro ad analizzare i mesi precedenti alla sparatoria e scopriamo qual è stato il punto di svolta nella vita di Maja: innamorarsi di Sebastian Fagerman, il figlio dell’imprenditore più ricco di Svezia. Sebastian è affascinante e pericoloso e lei è attratta da lui come una falena dalla fiamma. Più la relazione si fa intricata e più Maja si allontana dai genitori e dagli amici, ma nessuno è capace di captare il suo silenzioso grido di aiuto.
Dietro la facciata rassicurante di una comunità agiata si insinuano tensioni razziali e problemi di droga e intanto gli adulti sono assenti e i punti di riferimento svaniscono.
E mentre Maja affonda nelle sabbie mobili, tutti sono pronti a scagliare la prima pietra. Sarà davvero un’assassina a sangue freddo o è solo una ragazza che ha perso la sua strada e adesso è rimasta sola?
Attraverso la voce capricciosa, irriverente e unica di Maja ricostruiamo la sua storia e, anche se fa male, non riusciamo a smettere di ascoltare.

Da questo romanzo è stata tratta la serie originale Netflix “Quicksand”.

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Malin Persson Giolito
Trailer della serie originale Netflix “Quicksand”
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