Traduttrice editoriale SV>IT, DA>IT, EN>IT specializzata in letteratura infantile, YA e thriller

Categoria: Fandango (Pagina 1 di 2)

I ragazzi dei cavalli

I ragazzi dei cavalli di Johan Ehn, Fandango Libri 2023

1926, Cecoslovacchia.

Sasha e Janek vivono in un orfanotrofio: Janek è silenzioso e introverso, mentre Sasha è socievole ed estroverso e protegge l’amico dalle crudeltà del mondo. I due ragazzi sono ginnasti del movimento Sokol ed eseguono acrobazie, soprattutto a cavallo. Fuggiti dall’orfanotrofio, si uniscono a un circo, con cui viaggiano per l’Europa e si esibiscono con il nome d’arte The Golden Brothers.

Il loro rapporto, però, con gli anni si rivela essere più che fraterno. Nonostante il circo sia un mondo a sé, con la propria morale e i propri valori, sono costretti a mantenere segreto il loro amore. Quando il circo arriva a Berlino, al tramonto della Repubblica di Weimar, sentono di aver davvero trovato la loro casa. Ma nel gennaio del 1933 il sogno si infrange: quando i nazisti prendono il potere, Sasha e Janek saranno costretti a difendere non solo il proprio amore, ma anche la propria vita.

A distanza di quasi un secolo, Anton, un ragazzo gay di Stoccolma che per lavoro si occupa di assistenza agli anziani, scoprirà la loro storia. Attraverso silenzi, sguardi, oggetti e vecchie fotografie Anton riuscirà a ricostruire il puzzle e a gettare un ponte tra passato e presente.

Un romanzo importante e commovente che ha parallelismi inquietanti con il nostro tempo.

“Sono sempre stati solo loro due, Sasha e Janek, The Golden Brothers. Mai uno senza l’altro.”

Età di lettura: dai 14 anni

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Henry Scott Tuke “The Sun Bathers” (1927)
unaTAPPAtralerighe – speciale MEMORIA

unaTAPPAtralerighe è un progetto di Monica Tappa con recensioni, segnalazioni, spunti, appuntamenti, interviste e tantissimo materiale legato all’editoria per ragazzi. Rivolto a genitori curiosi, ma anche a educatori, docenti, bibliotecari è un vero e proprio magazine (ma diverso dai soliti), che si riceve a cadenza mensile, su abbonamento. Info: unatappatralerighe@gmail.com

Per conoscere il lavoro di Monica Tappa, vi consiglio anche di seguire la sua pagina Facebook e il suo blog.

Johan Ehn

Johan Ehn – © Elisabeth Ohlson

Johan Ehn è attore, regista, sceneggiatore e direttore artistico della compagnia teatrale Teater Barbara. “I ragazzi dei cavalli” è il suo secondo romanzo YA, che per la sua capacità di ibridare la Storia del Novecento e la storia dei due giovani personaggi nel 2020 è stato insignito della prestigiosa targa Nils Holgersson e inserito nella short list del Nordic Council Children and Young People’s Literature Prize, un premio che ha lo scopo di promuovere la letteratura per ragazzi di qualità nei paesi nordici. Le sue opere sono tradotte in quasi tutti i paesi scandinavi.

Di Johan Ehn ho tradotto I ragazzi dei cavalli per Fandango Libri.

Johan Ehn nella pubblicità delle Poste norvegesi

Dentro la sala degli specchi

Dentro la sala degli specchi di Liv Strömquist, Fandango, 2022.

Perché la bellezza è ormai un dovere quotidiano, in particolare per le donne, un obbligo in ogni stagione della vita al quale nessuna può sottrarsi?

Da dove nasce questa ossessione di offrire al mondo un’immagine di sé gradevole e “ritoccata”, a tratti persino ideale?

Viviamo nel cosiddetto “impero delle immagini” che influenza ogni ambito della vita. Con i nostri smartphone comunichiamo quotidianamente attraverso le immagini, datiamo quel che ci accade con le immagini, raccontiamo la nostra vita e conosciamo quella degli altri attraverso le immagini.

Ma spesso non sono immagini casuali o realistiche, ma ricostruite, adattate, filtrate.

E lo scopo di ogni intervento su quelle immagini è celebrare il “dovere” alla bellezza.

Un obbligo soprattutto per le donne, che devono cercare di mantenerla per tutta la vita, molto più a lungo che in passato.

Postando sui social le proprie foto ogni donna diventa, in un certo senso, una star, e ogni giorno siamo inondati da milioni di fotografie e di selfie di donne magnifiche, la cui bellezza è idealizzata e consegnata al capitalismo che ne fa una merce.

Dentro la sala degli specchi, Liv Strömquist analizza l’ideale contemporaneo di bellezza femminile legando a doppio filo il successo di Kylie Jenner, il racconto biblico di Giacobbe, Rachele e Lia, le ossessioni dell’imperatrice Sissi e l’ultimo celebre servizio fotografico di Marilyn Monroe.

Al centro della sua analisi ci sono sempre il desiderio che ci spinge a imitarci gli uni con gli altri, il legame tra sembianza e amore, il modo di fotografare oggi le donne, il cambiamento del rapporto tra età e bellezza e come l’immagine di sé può diventare un fardello ingombrante.

Fedele al suo stile sempre tagliente, ironico ed esilarante, Liv Strömquist sviluppa la sua tesi sia attraverso fatti e gesti di una moltitudine di personaggi storici, attori e stelle della tv, sia attraverso il pensiero di filosofi, storici e sociologi come Simone Weil, Zygmunt Bauman, Byung-Chul Han, Eva Illouz, René Girard, Susan Sontag o Richard Seymour.

Una cura per guarire dal narcisismo.

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Non perderti gli altri fumetti di Liv Strömquist: Il frutto della conoscenzaI sentimenti del principe CarloI’m every woman e La rosa più rossa si schiude.

Le portatrici

Le portatrici di Jessica Schiefauer, Fandango, 2022.

Quando il Covid ci ha colpito nella primavera del 2020, Jessica Schiefauer aveva già consegnato il suo romanzo su cui lavorava da più di un decennio. Ambientata in un mondo postpandemico, si narra la storia di Nikki e della sua compagna Simone.

Il Morbo ha devastato il loro mondo per generazioni, e ha costretto la popolazione a separarsi secondo linee di genere: la società è riservata alle donne, note come “portatrici”, mentre gli uomini, i “diffusori” della malattia, sono tenuti in quarantene a prova di fuga.

Se una portatrice entra in contatto fisico con un diffusore, la malattia si sviluppa nei corpi di entrambi causando la morte della portatrice nel giro di quarantotto ore.

Il diffusore va incontro alla stessa sorte, ma viene anche colto da un folle bisogno di fecondare più portatrici possibile prima di morire.

In una città chiamata Irisburg nel continente scandinavo, Nikki e Simone condividono una vita tranquilla e felice insieme. La loro è una società in cui le cittadine del mondo possono stabilirsi dove vogliono.

Mangiare carne è ormai impensabile e il dibattito politico ruota attorno al modo migliore per gestire le risorse limitate della Terra. Invece del lavoro, le portatrici effettuano un numero limitato di ore di servizio ogni settimana. E in cambio del contributo alla democrazia con il voto, ricevono un’unità abitativa e un buono vita.

Ma quando Simone decide di avere una bambina, tutto cambia. Tutto ciò che Nikki pensava di sapere sulla sua partner, sul suo mondo e su sé stessa è capovolto.

Le portatrici apre una finestra su una società radicalmente diversa, dove i sistemi politici ed economici di oggi sono stati relegati al passato e sostituiti da una visione eco-femminista che a prima vista sembra più luminosa, più verde, più giusta, un mondo immaginario plasmato dal Morbo ma anche da nuove tecnologie, modalità di trasporto e metodi di riproduzione, completo di un proprio vocabolario.

Eppure le cose non sono come sembrano e Nikki scopre il lato oscuro della sua società.

In questo mondo rivoluzionato, le portatrici lottano ancora con i concetti umanissimi di amore, tolleranza e desiderio, paura, violenza e potere.

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Di Jessica Schiefauer ho tradotto anche i romanzi YA Girls, pubblicato da Feltrinelli nel 2016, e Quando arrivano i cani, pubblicato da Camelozampa nel 2022.

Tempo di libri, Milano 2017 – © Chiara Pasqualini

“Si parla di emozioni ataviche che riguardano sfere universali: il linguaggio, la percezione del proprio corpo, il desiderio (o non desiderio) di maternità, le relazioni interpersonali, la paura del diverso.Poi c’è tutto il livello sociale, di gestione della collettività, di questo mondo organizzato in maniera così diversa rispetto a quello che viviamo ogni giorno.”

Il resto delle mie impressioni lo trovate qui:

Per sentire l’autrice stessa parlare del proprio libro:

Jessica Schiefauer parla (in inglese) del suo romanzo distopico “Le portatrici”

Intervista su Creatura della notte – Tabula Rasa del 14.10.2021 – Radio Onda Rossa

Il 14.10.2021 sono stata intervistata a Tabula Rasa, la trasmissione sui libri di Radio Onda Rossa, per parlare di Creatura della notte di Hanna Gustavsson.

Trovate l’intervista qui, al minuto 34:28: https://www.ondarossa.info/newstrasmissioni/tabula-rasa/2021/10/tabula-rasa-032121

☆ La traduttrice Samanta K. Milton Knowles per “Creatura della notte” di Hanna Gustavsson, edito da Fandango Libri. Creatura della notte è la storia di un’adolescenza turbolenta e faticosa, di ricerca della propria identità, di scoperta della sessualità e d’amicizia.

Creatura della notte

Creatura della notte di Hanna Gustavsson, Fandango Libri, 2021.

Ingrid, o meglio Iggy, è una ragazza di 14 anni che preferisce il suo computer alla vita reale. Quando non è impegnata a googlare genitali, frequenta vari forum nascosta dietro il nickname “Creatura della notte”.

Il mondo parallelo che si è costruita è la sua via di fuga da un’adolescenza mortalmente noiosa e da una madre irritante che ha appena iniziato una relazione con Bosse, il quale prova disperatamente a conquistare la sua simpatia.

Un giorno, Iggy scopre che il fotografo che viene a scuola per i ritratti di rito condivide con lei l’interesse per l’hard-rock, e i due instaurano un’amicizia segreta online. Una volta, dopo la scuola, mentre sua madre è impegnata con il suo fidanzato, Ingrid decide di andare a trovare il fotografo nel negozio di dischi in cui lavora…

Creatura della notte è la storia di un’adolescenza turbolenta e faticosa, di ricerca della propria identità, di scoperta della sessualità e d’amicizia. Hanna Gustavsson dipinge, con il personaggio di Iggy, una quattordicenne profondamente critica nei confronti della realtà, dotata di un’integrità fuori dalla norma e di una grande forza di volontà, ma annoiata, come riescono a esserlo solo gli adolescenti.

Con il suo acuto spirito d’osservazione, uno stile narrativo personale e disegni fortemente espressivi, Gustavsson ci offre uno sguardo accurato e penetrante sul significato dell’adolescenza, guadagnandosi, già al suo debutto, un posto tra i grandi fumettisti di livello internazionale.

Qui – al minuto 34:28 – potete trovare una mia intervista su “Creatura della notte” a Tabula Rasa, la trasmissione sui libri di Radio Onda Rossa, del 14.10.2021.

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Hanna Gustavsson

Hanna Gustavsson

Hanna Gustavsson

Hanna Gustavsson è un’illustratrice, vignettista e autrice svedese.

Nata nel 1985, è cresciuta a Solna e ha studiato Graphic design e Storytelling alla Konstfack di Stoccolma.

Tra i suoi temi: la sessualità, il genere e le differenze di classe.

Con la sua Iggy 4-Ever (Galago förlag, 2015), il secondo libro dedicato a Iggy, è stata nominata per il Nordic Council Prize for Children’s and Youth Literature 2016.

Creatura della notte, pubblicato per la prima volta in Svezia nel 2013 (Nattbarn, Galago förlag), ha segnato il suo debutto come autrice.

Di Hanna Gustavsson ho tradotto Creatura della notte, uscito per Fandango Libri nel 2021.

Jessica Schiefauer

Jessica Schiefauer – © Ola Kjelbye

Jessica Schiefauer è nata nel 1978 e cresciuta a Kungälv, poco lontano da Göteborg. Ha frequentato corsi di scrittura alle università popolari Fridhem, Bona e Nordiska. Ha anche studiato svedese, inglese e scienze letterarie presso l’Università di Göteborg e ha una laurea pedagogica in lingue e scrittura creativa. Oltre a scrivere, Jessica tiene corsi di lingua e di scrittura creativa.

Il romanzo debutto Om du var jag (2009, Se tu fossi me, non edito in Italia) ha ricevuto una calorosa accoglienza.

Con il romanzo Pojkarna (2011, pubblicato in Italia nel 2016 da Feltrinelli con il titolo Girls, trad. Samanta K. Milton Knowles), vincitore del premio Augustpriset 2011, Jessica Schiefauer si è affermata come una delle scrittrici svedesi più interessanti in assoluto. Il romanzo è stato anche nominato al premio Nordiska Rådets Pris nel 2013, ha vinto il Grande Premio per gli Audiolibri Stora Ljudbokspriset e nel 2015 ne è stata fatta una trasposizione cinematografica con la regia di Alexandra-Therese Keining. Ne sono stati tratti anche numerosi spettacoli teatrali.

Anche il romanzo När hundarna kommer (2015, pubblicato in Italia nel 2022 da Camelozampa con il titolo Quando arrivano i cani, trad. Samanta K. Milton Knowles) ha vinto il premio Augustpriset nel 2015, il Grande Premio per gli Audiolibri Stora Ljudbokspriset e il premio Spårhunden come miglior thriller per bambini e ragazzi.

Il suo primo romanzo per adulti, Bärarna (2020, pubblicato in Italia nel 2022 da Fandango con il titolo Le portatrici, trad. Samanta K. Milton Knowles), è stato accolto molto bene dalla critica svedese.

Ho conosciuto Jessica Schiefauer telematicamente mentre stavo lavorando alla traduzione del suo romanzo YA “Pojkarna”, uscito in Italia per Feltrinelli con il titolo “Girls”. A luglio 2016, in vacanza a Göteborg con la mia famiglia ci siamo incontrate e abbiamo parlato per tre ore filate (se non di più). Lì, nel parco di Trädgårdsföreningen, è nata la nostra amicizia, che trascende la collaborazione professionale.

Göteborg 2016

Jessica Schiefauer è, senza dubbio, la mia scrittrice vivente preferita in assoluto. La sua capacità di descrivere l’animo umano e il suo modo di utilizzare la parola scritta per me non hanno eguali. Dire che mi sento onorata a tradurla è riduttivo.

Bellinzona 2019

E quest’anno ho avuto la fortuna di lavorare a ben due sue opere, entrambe in uscita nel 2022. Il cuore mi scoppia di gioia al solo pensiero.

Storie Controvento, Bellinzona 2019 – © Storie Controvento
Tempo di libri, Milano 2017 – © Chiara Pasqualini
Writing the pandemic – interview in English

La rosa più rossa si schiude

La rosa più rossa si schiude di Liv Strömquist, Fandango Libri, 2020.

Come mai Leonardo DiCaprio ha avuto relazioni con fantastiche modelle senza mai innamorarsi di nessuna di loro?

Questo punto di partenza conduce la graffiante autrice e fumettista Liv Strömquist alla seguente ipotesi: innamorarsi è sempre più raro.

Siamo un po’ tutti, in fondo, dei Leonardo DiCaprio. Perché?

Liv Strömquist ci illustra con l’immagine e con la parola, e con sagace ironia, le principali teorie avanzate dai numerosi psicologi, sociologi e filosofi che hanno riflettuto sul tema: colpa del nostro estremo narcisismo; delle nostre infinite scelte razionali; del nostro distacco emotivo (ormai non più soltanto maschile) che porta al nostro bisogno imprescindibile di autonomia, al voler a ogni costo sfuggire dalla sofferenza delle relazioni amorose.

Per illustrare queste teorie che conducono tutte, secondo lei, al disfacimento o addirittura all’estinzione dell’amore, Liv Strömquist mette in scena in una brillante e colorata rappresentazione teatrale una folla di personaggi d’ogni tempo, da Socrate a Samantha di Sex and the City, dal Piccolo Principe a Beyoncé, da Teseo a Marsilio Ficino, fino alla poetessa americana Hilda Doolittle, autrice della poesia La rosa più rossa si schiude.

Eccoci dunque di fronte al formidabile condensato dei nostri spesso contraddittori comportamenti e dei nostri inesauribili dubbi sul discorso amoroso: pene d’amore, slanci, impegno o fuga, palpiti, tradimenti e amori multipli… tutti temi scandagliati con intelligenza e umorismo. Una vera e propria guida negli affari di cuore.

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Non perderti gli altri fumetti di Liv Strömquist: Il frutto della conoscenza, I sentimenti del principe Carlo, I’m every womanDentro la sala degli specchi.

Liv Strömquist – © Maja Flink

I’m every woman

I’m every woman di Liv Strömquist, Fandango Libri, 2019.

La signora Munch, la signora Pollock, la moglie di Stalin e la signora Presley… tutte donne riunite da un unico destino: essere vittime di uomini incapaci di comportarsi in modo normale e ragionevole con la propria partner. Chi erano davvero queste donne e come l’aver scelto un amore romantico ha rovinato la loro intera esistenza? In «I’m every woman» (che richiama la canzone di Whitney Houston e la sua sfortunata relazione con Bobby Brown), Liv Strömquist lancia le sue frecce avvelenate contro l’ordine patriarcale, senza dimenticare di dare, di passaggio, sempre con l’umorismo graffiante e la leggerezza che la contraddistinguono, risposte a domande del tipo: Chi erano i peggiori fidanzati della storia? Perché l’Arcangelo Gabriele definiva troie tutte le donne? E perché gli uomini che difendono i valori della famiglia nucleare (come un certo Papa) non vivono mai in famiglie nucleari? Liv Strömquist prosegue con intelligenza e raffinatezza la sua critica intransigente ai valori maschili che dominano la società contemporanea.

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