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Stupido disegno!

Stupido disegno! di Johanna Thydell, ill. di Emma AdBåge, Beisler Editore, 2022.

Menta e suo fratello maggiore stanno disegnando al tavolo del salotto.

Fratellone è un mago del disegno, possiede un numero incredibile di pennarelli e matite, ha un album tutto per sé e presta malvolentieri le sue cose, nel timore che si rompano o si consumino. Menta, dal canto suo, guarda triste e sconsolata il foglio bianco. Il fatto è che non riesce proprio a decidere cosa disegnare. Cerca di copiare suo fratello, ma lui copre il disegno con il braccio.

«Io disegno solo quello che mi piace», le dice.

Menta si affaccia alla finestra, vede la neve cadere a grandi fiocchi. E comincia a disegnarne uno con il pennarello bianco che le ha prestato suo fratello. Ma bianco su bianco non funziona, e Menta va di nuovo in crisi.

Da quel momento in poi, quel povero foglio bianco subirà di tutto. Finché, talmente malridotto, un’arrabbiatissima Menta non lo accartoccerà e lo taglierà con le forbici.

Ma basta un pizzico di fantasia per trasformare la cartaccia in un fiocco di neve. E suo fratello ne ha davvero molta.

Ora Menta è felice e insiste per vedere il disegno che il bambino finora le ha nascosto. Il suo ritratto! Il ritratto di Menta. Perché lui «disegna solo quello che gli piace».

Età di lettura: dai 4 anni

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Di Emma AdBåge ho anche tradotto Il regalo e Facciamo che io ero un supereroe! per Beisler e La Buca e La Natura per Camelozampa. Ho inoltre tradotto per Beisler il libro per ragazzi La Ester più Ester del mondo, scritto da Anton Bergman.

Quando Johan trovò una vitellina

Quando Johan trovò una vitellina di Astrid Lindgren e Marit Törnqvist, Camelozampa 2022

È l’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Natale. La neve cade fitta mentre Johan è diretto a scuola e i suoi pensieri corrono alla cosa terribile che è accaduta ieri: la sua unica mucca, Embla, improvvisamente è morta. È così triste, e anche così ingiusto. Johan è tanto arrabbiato. Sulla sua strada però lo attende una sorpresa…

Nello stile inimitabile di Astrid Lindgren, una storia che commuove e scalda il cuore.

Età di lettura: dai 4 anni

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Di Astrid Lindgren ho anche curato l’edizione integrale italiana di Pippi Calzelunghe, pubblicata da Salani nel 2020 in occasione del 75° anniversario della prima pubblicazione del romanzo; l’albo illustrato Conosci Pippi Calzelunghe?, pubblicato da Nord-Sud edizioni nel 2020; l’albo illustrato a fumetti Pippi scappa di casa, pubblicato da Nord-Sud nel 2021; a più mani, le due raccolte di racconti Greta Grintosa e Peter e Petra, pubblicate da Iperborea nel 2017 e nel 2018. Ho inoltre curato Tutto dormirà, illustrato da Marit Törnqvist e pubblicato da Camelozampa nel 2021 nella traduzione poetica di Chiara Carminati.

Se volete un assaggio del libro, ecco l’incipit:

Quando arrivano i cani

Quando arrivano i cani di Jessica Schiefauer, Camelozampa 2022

Ester e Isak vivono un amore selvaggio e potente e sono sicuri che niente potrà separarli.

Anton crede che la sua solitudine sia finita ed è disposto a tutto per assecondare Ruben.

Ma quando una notte Anton torna a casa con i vestiti sporchi di sangue, tutto va in frantumi: l’amore, la famiglia, un’intera comunità.

Perché la violenza si può nascondere ovunque, nella passione tra due ragazzi, nel nido accogliente di una famiglia, tra le amicizie di un adolescente tranquillo.

E anche nello sguardo attento di un cane da guardia.

Età di lettura: dai 14 anni

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Di Jessica Schiefauer ho tradotto anche il romanzo Le portatrici, pubblicato da Fandango nel 2022, e il romanzo YA Girls, pubblicato da Feltrinelli nel 2016.

Jessica Schiefauer – © Ola Kjelbye

A nessuno piace Jonna

A nessuno piace Jonna di Cilla Jackert, ill. Alessandro Baronciani, Camelozampa, 2022.

Per tutti, Jonna è la sorellina stupida di Miriam: va male a scuola, è sciatta e non ha amici. Miriam invece è bella e brava, eccelle in ogni campo e viene addirittura scelta per rappresentare la scuola al famoso Piccolo Premio Navel. Finché una notte Jonna non si intrufola nella stanza della sorella con un paio di forbici, e da quel momento cambia tutto…

Esitai per qualche secondo, poi sollevai la treccia di Miriam. Feci in tempo a pensare che sono sì stupida, ma non così stupida da tagliare i capelli a mia sorella mentre dorme.
Non sono così stupida.
Oppure sì?

Età di lettura: dagli 11 anni

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Di Cilla Jackert ho anche tradotto, sempre per Camelozampa, Ci si vede all’Obse e Le catastrofi del giorno.

Io e Cilla Jackert al Konserthuset, dove viene consegnato il Piccolo Premio Navel nel libro A nessuno piace Jonna – © Samanta K. Milton Knowles
Cilla Jackert legge F – som i sämst al Konserthuset – © Samanta K. Milton Knowles

Caccia alla volpe

Caccia alla volpe di Sven Nordqvist, Camelozampa, 2022

Pettson e il suo gatto Findus vivono tranquilli nella loro fattoria, ma un mattino incrociano il vicino di casa, Gustavsson, con cane e fucile: c’è una volpe che gli ha fatto visita ed è determinato a sbarazzarsene. Pettson e Findus non vogliono che si spari a nessuno e decidono di trovare un modo per far passare alla volpe la voglia di mangiare galline, usando il cervello anziché la violenza.

Basterà costruire una finta gallina, completamente ripiena di… pepe! Ma per essere più sicuri di spaventare la volpe si potrebbero anche piazzare delle finte esplosioni, e magari una carrucola dove far passare Findus travestito da fantasma…

Una nuova esilarante avventura di Pettson e Findus, piena di colpi di scena, umorismo e gentilezza.

Età di lettura: dai 5 anni

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Non perderti la prima avventura di Pettson e Findus pubblicata da Camelozampa: Una torta per Findus.

Di Sven Nordqvist ho tradotto anche Dov’è mia sorella?

La famiglia Sgraffignoni. Il segreto di Paul Iziotto

La famiglia Sgraffignoni. Il segreto di Paul Iziotto di Anders Sparring e Per Gustavsson, Sinnos, 2022

Paul Iziotto è il vicino di casa della Famiglia Sgraffignoni ed è un efficientissimo poliziotto. Ma negli ultimi giorni è sempre stanco e spaventato: dice che in casa sua ci sono i fantasmi! E mentre mamma Fia e Mariolo cercano il famoso diamante d’oro, Ale e Fausto, con il fido cane Sbirro, iniziano ad indagare… non sanno che si troveranno al centro di una incredibile storia d’amore!

Quarta puntata dell’imperdibile serie svedese (già tradotta in 11 lingue) de La famiglia Sgraffignoni!

Età di lettura: dai 7 anni

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Non perderti i primi tre libri dedicati alla famiglia Sgraffignoni: Il furto di compleannoIl diamante d’oro e Il fiuto di sbirro.

“Heartstopper vol. 1” di Alice Oseman

Ho affrontato la lettura del primo graphic novel della tetralogia di “Heartstopper” di Alice Oseman – edito in Italia da Oscar Mondadori Ink nella traduzione di Francesco Matteuzzi – non avendo idea di cosa aspettarmi… e la storia di Charlie e Nick mi ha sorpreso, catturato, travolto, incatenato, emozionato.

Poi mio figlio di dieci anni lo ha visto e mi ha chiesto se poteva leggerlo. Ci ho pensato un attimo e mi sono detta “Perché no?”. Lo ha preso e lo ha divorato. Poi oggi mi ha chiesto se poteva leggerlo di nuovo. E lo ha ri-divorato. Il suo commento è stato “Bellissimo, mamma, però c’erano un po’ di parole che non conoscevo… cosa significa bisessuale?”.

Ecco. Avrebbe una grande importanza anche solo per questo.

Ma poi c’è questa bellissima storia d’amore che nasce e questi due personaggi adorabili che non puoi fare a meno di amare. E proprio non puoi fare a meno di sorridere, mentre lo leggi. E vorresti leggerne subito un altro, e un altro, e un altro ancora.

Io e mio figlio senz’altro li leggeremo tutti, e voi?

Vi lascio la trama qui sotto, ma potreste scegliere di leggerlo anche solo per la dolcezza. A me ha coccolato l’anima.

“Charlie e Nick frequentano la stessa scuola ma non si sono mai incontrati… fino al giorno in cui si trovano seduti l’uno accanto all’altro. Diventano subito amici. Anzi di più. Charlie si innamora perdutamente di Nick, anche se pensa di non avere alcuna possibilità. Ma l’amore è sempre sorprendente, e anche Nick si scopre attratto da Charlie. Molto più di quanto entrambi potessero immaginare.”

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“Vox” di Christina Dalcher

È sempre difficile parlare di un libro che ti ha deluso… Trovare le parole, riuscire a capire esattamente cosa non ti è piaciuto o non ti è piaciuto abbastanza, ma soprattutto cosa ti aspettavi di più, non è semplice. Forse l’unico modo è partire da cosa ti ha spinto a leggere il libro in primo luogo.

Dunque, ho letto “Vox” di Christina Dalcher (edito in Italia da Nord nella traduzione di Barbara Ronca), dedicandogli anche un gruppo di lettura, perché si basa su un’idea davvero geniale.

[inizio conteggio parole]

Immaginate gli Stati Uniti con un governo dittatoriale fondato da uomini in cui le donne non possono lavorare, prendere decisioni, ma soprattutto non possono parlare, leggere o scrivere. Tutte le donne, comprese le bambine, hanno al polso un contatore di parole. Raggiunte le cento parole pronunciate in un giorno, il contatore dà la scossa. Alle bambine viene insegnato solo a contare (per poter fare la spesa) e a occuparsi della casa, dei figli e dei mariti. Aggiungete incentivi per i matrimoni celebrati prima dei diciotto anni, premi alle bambine che non parlano per ventiquattr’ore e umiliazioni pubbliche per le dissidenti.

[limite di 100 parole raggiunto]

Geniale, angosciante, terribile. No?

La base perfetta per un distopico da paura. E io amo il genere distopico.

Però. C’è un però. Il libro non regge. Il primo terzo è oggettivamente ansiogeno, ma più per l’idea – perché ti porta in continuazione a pensare “E se succedesse a me? E se succedesse alle mie figlie, alle mie sorelle, alle mie amiche?” – che per la narrazione. Poi si perde. La scrittura è scorrevolissima e il romanzo si legge davvero bene, ma manca totalmente l’empatia. Soprattutto nell’ultima metà ho trovato il tono freddo e distaccato, la struttura e gli escamotage per portare la trama dove vuole l’autrice sono banali e neanche tanto ben congegnati. Molte cose succedono e basta, senza un intreccio a sostegno degli avvenimenti. Alcuni buchi narrativi sembrano voragini. Il finale è decisamente affrettato.

Che peccato.

Tuttavia una seconda occasione non si nega a nessuno, e con il gdl abbiamo deciso di leggere anche il secondo libro di Christina Dalcher, “La classe”, a giugno.

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“Misery” di Stephen King

E ora da dove comincio per parlarvi di “Misery” di Stephen King?

Potrei cominciare dicendo che è stato pubblicato nel 1987, in Italia è edito da Sperling&Kupfer nella traduzione di Tullio Dobner e che ne è stato tratto un film che mi dicono essere bellissimo. Ma questo non vi direbbe assolutamente nulla su cos’è “Misery”.

Allora potrei dire parole come incidente, sedia a rotelle, coltelli, scure, piede, pollice, falciatrice, Novril, infermiera, macchina da scrivere, neve, polizia, maiale, topo. Ma nessuna di queste parole vi direbbe qualcosa, senza una spiegazione. E se ve le spiegassi, finirei per raccontarvi troppo della trama. E non si può. Proprio no.

Quindi vi dovete fidare. Un salto nel buio, ecco cos’è “Misery”. Però vi avverto, bisogna essere prontə a tuffarsi nelle pozze più oscure della follia umana, nelle correnti più cruente dell’immaginazione, nei vortici dell’ansia, nelle fosse piene di sangue della mente. Insomma, bisogna aver voglia di provare più angoscia di quanta un essere umano medio possa vivere nel corso di una vita intera. Bisogna essere dispostə a sacrificare le unghie di entrambe le mani, svariate ore di sonno, forse barattare qualche docile sogno di zucchero filato con un terribile incubo, ma se si accettano le condizioni, “Misery” non delude. Vi ritroverete senza fiato e le immagini che King riesce a dipingere rimarranno impresse sulla tela del vostro subconscio molto a lungo.

Siete prontə a tuffarvi? Prontə a pensare più volte “Ma chi diavolo me l’ha fatto fare?” seguito a ruota da “Non posso smettere di leggere, è il viaggio più assurdo e bello che abbia mai fatto in vita mia!”?

Se la risposta è sì, allora “Misery” è il libro giusto per voi. Ma dimenticate unicorni e storie d’amore, quel che vi rimarrà in bocca sa di marcio.

Ah, ricordatevi i nomi Paul Sheldon e Annie Wilkes. Non li dimenticherete più.

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“Una voce dal lago” di Jennifer Donnelly

Oggi vi parlo… no, oggi non vi parlo di “Una voce dal lago” di Jennifer Donnelly, edito in Italia da Mondadori nella traduzione di Egle Costantino. Oggi provo a ripescare nei meandri della memoria gli stralci di una lettura.

Ho una pessima memoria per quanto riguarda le trame dei libri che leggo, il mio cervello sovraccarico di letteratura tende a mantenere in qualche polveroso cassetto solo qualche traccia sbiadita di emozione. E ora, trovandomi nel bellissimo #carnegietour di @chiediloallorango questo titolo che avevo già letto e che mi era piaciuto proprio tanto, mi sono resa conto di non ricordare molto.

Ho incontrato per la prima volta “Una voce dal lago” a settembre 2018, nell’ambito dei bellissimi SEMInari che Alessandra Starace organizzava con maestria degna di una direttrice d’orchestra.

All’epoca non tenevo traccia dei libri letti e spulciando qua e là ho ritrovato solo una frase che avevo scritto, in una delle discussioni: “A sud c’è il sogno, l’emancipazione. La grande città, l’università, in contrapposizione con il freddo nord che tarpa le sue ali.”

Profondo nord degli Stati Uniti, 1906. Mattie ha sedici anni ed è la donna di casa: da quando la madre è morta aiuta il padre e si occupa delle sorelle. Mattie però ha una grande passione, che per i suoi tempi e la sua situazione sembra un sogno irrealizzabile: andare a New York a studiare per diventare scrittrice. La razionalità le direbbe invece di sposare Royal, il ragazzo della fattoria accanto.

L’altra storia è un giallo: una donna annega nel lago davanti all’albergo in cui Mattie sta lavorando per racimolare i soldi per studiare o per sposarsi, a seconda della strada che sceglierà di intraprendere. E Mattie sospetta che il fidanzato della donna possa essere coinvolto.

Per il resto i miei ricordi sono i seguenti…

Parole. Emancipazione. Scelte di vita. Treno. Lago. Mistero. Lettere. Sorelle.

La bellissima modella perfettamente calata nella parte della ragazza d’inizio Novecento è Virginia Mori Ubaldini di C’era una volta gioielli

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