Astrid Lindgren alla sua scrivania nell’appartamento di Dalagatan 46 – © Astrid Lindgren Company

Astrid Anna Emilia Ericsson (nota al mondo con il cognome da sposata, Lindgren) nacque il 14 novembre 1907 nella fattoria di Näs, vicino a Vimmerby, nella regione dello Småland. Qui – in un vero e proprio idillio di campagna svedese, non molto diverso dalle ambientazioni di Emil o di Bullerby – passò l’infanzia con il fratello maggiore Gunnar e le sorelline Stina e Ingegerd. Lei stessa, nel libro autobiografico sui suoi genitori intitolato “Samuel August di Sevedstorp e Hanna di Hult”, ha descritto la propria infanzia così: «Giocavamo e giocavamo e giocavamo, è un miracolo che non siamo morti dalle giocate».

Da sx: Samuel August (padre), Ingegerd, Astrid, Stina, Gunnar e Hanna (madre) – © Astrid Lindgren Company

Un’infanzia pacifica che lasciò il posto a un’adolescenza travagliata. Già nel 1921 un suo racconto apparve sul giornale locale, il Wimmerby Tidning, e in paese cominciarono a chiamarla “la Selma Lagerlöf di Vimmerby”. Tra il 1924 e il 1926 lavorò per quello stesso giornale e quando, nel 1926, rimase incinta del caporedattore, un uomo sposato, decise di trasferirsi a Stoccolma per evitare lo scandalo. Il figlio Lars nacque a dicembre 1926 a Copenaghen e Astrid fu costretta a lasciarlo presso una famiglia affidataria per i primi anni di vita.

La giovane Astrid a dx, vestita con abiti maschili – © Astrid Lindgren Company

Nel 1928 Astrid cominciò a lavorare per il KAK, il Club dell’Automobile Reale, come segretaria di Sture Lindgren, suo futuro marito. Nel 1930 riportò in Svezia il figlio Lars, che stette per un anno dai nonni a Vimmerby. Nel 1931, finalmente, Astrid e Sture si sposarono e la futura scrittrice riuscì a portare suo figlio a Stoccolma, nell’appartamento di Vulcanusgatan 12. Karin, figlia di Astrid e Sture, nacque nel 1934. Nel 1941 la famiglia si trasferì nello storico appartamento di Dalagatan 46, dove Astrid Lindgren visse e lavorò fino alla morte.

Negli anni a venire alcune sue fiabe vennero trasmesse per radio, ma fu solo nel 1944 che il suo libro “Le confidenze di Britt-Mari” (tradotto in Italia da Laura Cangemi per Mondadori) vinse il secondo premio di un concorso indetto dalla casa editrice Rabén & Sjögren, segnando così il debutto ufficiale di Astrid Lindgren come scrittrice.

Nello stesso anno, Astrid scrisse le avventure di Pippi Calzelunghe per regalarle alla figlia Karin nel giorno del suo decimo compleanno. Contestualmente, inviò anche il manoscritto alla casa editrice Bonniers, che lo rifiutò.

L’anno successivo, il 1945, segnò un vero e proprio anno di svolta nella sua vita. Astrid Lindgren, infatti, inviò il manoscritto di “Pippi Calzelunghe”, rivisto in più punti, al concorso indetto dalla Rabén & Sjögren e vinse il premio come miglior libro fascia 6-10 anni. Nell’anno successivo, poi, la casa editrice la assunse come redattrice per la letteratura infantile.

Astrid Lindgren alla Rabén & Sjögren – © Astrid Lindgren Company

Dal 1946 in poi le sue giornate erano strutturate all’incirca così: la mattina stenografava i propri libri a letto e poi li trascriveva a macchina, il pomeriggio lavorava come redattrice per la Rabén & Sjögren e la sera leggeva i manoscritti di altri autori per la casa editrice.

Dal 1970, dopo essere andata in pensione come redattrice, Astrid Lindgren cominciò a essere molto presente nei dibattiti culturali e politici della Svezia, esprimendo la propria opinione, spesso scomoda, ogni volta che riscontrava un’ingiustizia o una falla nella società. Memorabili furono la fiaba “Pomperipossa in Monismania”, che denunciava l’assurdità delle sistema delle tasse svedesi, e la Lex Lindgren, la legge sui diritti degli animali che il primo ministro Ingvar Carlsson le dedicò nel giorno del suo ottantesimo compleanno e che lei considerò per nulla soddisfacente. Anche il discorso pronunciato alla cerimonia di premiazione del Premio per la Pace dei librai tedeschi, assegnatole nel 1978, segnò la storia. Successivamente pubblicato con il titolo “Mai violenza!”, il discorso è un’aperta accusa contro la violenza domestica a danno dei bambini e le punizioni corporali e psicologiche di ogni tipo. Ebbe un effetto dirompente, tanto che l’anno successivo in Svezia fu istituita una legge apposita tutt’oggi in vigore che vieta ogni tipo di punizione corporale contro i bambini.

Astrid Lindgren come opinionista – © Astrid Lindgren Company

Astrid Lindgren smise di scrivere solo nel 1992, quando non riusciva più a battere a macchina i propri manoscritti, e nell’arco della sua lunga e prolifica vita scrisse 34 romanzi, tre raccolte di racconti e 41 albi illustrati. Numerosi sono poi i libri usciti come raccolte o come albi illustrati tratti dai romanzi, anche dopo la sua morte, avvenuta nel 2002. Oltre a questi, Astrid scrisse circa 30 sceneggiature per le serie tv e i film tratti dai suoi libri: in alcuni casi, come per “Vacanze all’isola dei gabbiani” (edito in Italia da Salani nella traduzione di Laura Draghi), uscì invece prima la serie tv e poi il romanzo. Nell’ambito della produzione cinematografica, inoltre, Astrid Lindgren scrisse numerosissimi testi di canzoni per le colonne sonore dei suoi film.

I libri di Astrid Lindgren hanno venduto finora più di 165 milioni di copie e sono stati tradotti in più di 100 lingue!

Astrid Lindgren con alcune delle sue opere tradotte – © Astrid Lindgren Company

Di Astrid Lindgren ho curato l’edizione integrale e definitiva italiana di “Pippi Calzelunghe”, pubblicata da Salani nel 2020 in occasione del 75° anniversario della prima pubblicazione del romanzo; l’albo illustrato “Conosci Pippi Calzelunghe?”, pubblicato da Nord-Sud edizioni nel 2020; a più mani, le due raccolte di racconti “Greta Grintosa” e “Peter e Petra”, pubblicate da Iperborea nel 2017 e nel 2018. Ho inoltre curato Tutto dormirà, illustrato da Marit Törnqvist e pubblicato da Camelozampa nella traduzione poetica di Chiara Carminati.

Io alla scrivania di Astrid Lindgren nel suo appartamento storico in Dalagatan 46, Stoccolma
Io a Näs, la casa natale di Astrid Lindgren a Vimmerby – © Pia Eriksson